Massimo Giletti è uno dei volti più noti del giornalismo televisivo italiano, una figura che nel corso di oltre trent’anni di carriera ha attraversato informazione, intrattenimento, approfondimento politico e giornalismo d’inchiesta, costruendo un’identità professionale fortemente riconoscibile per il suo stile diretto, l’attenzione ai temi sociali e la capacità di trasformare il talk show in uno strumento di racconto dell’attualità. Nato il 18 marzo 1962 a Torino, cresce in una famiglia appartenente alla storica imprenditoria piemontese: i Giletti sono infatti proprietari di una importante azienda tessile biellese, la Giletti S.p.A., attiva nel settore dei filati. Il padre, Emilio Giletti, oltre a essere imprenditore, è stato anche pilota automobilistico, mentre il contesto familiare trasmette al giovane Massimo una forte cultura del lavoro e dell’impresa. Frequenta il liceo classico Massimo d’Azeglio di Torino, uno degli istituti storici della città, e successivamente si laurea in Giurisprudenza all’Università di Torino con il massimo dei voti, 110 e lode. Dopo gli studi trascorre un periodo a Londra e lavora temporaneamente nell’azienda di famiglia, esperienza che tuttavia non lo convince a proseguire una carriera imprenditoriale tradizionale, spingendolo invece verso il giornalismo e la televisione.
L’ingresso nel mondo televisivo avviene nel 1988 grazie a Giovanni Minoli, che lo coinvolge nella redazione del celebre programma Mixer. L’esperienza dura circa sei anni e rappresenta la sua vera scuola professionale: qui impara i meccanismi del racconto televisivo, dell’inchiesta e dell’approfondimento, sviluppando quelle competenze che diventeranno centrali nella sua carriera futura. Nei primi anni Novanta si trasferisce stabilmente a Roma e inizia la sua rapida ascesa in Rai. Nel 1994 debutta alla conduzione di programmi quotidiani come Mattina in famiglia e Mezzogiorno in famiglia, affiancando altri volti popolari della televisione italiana e acquisendo una crescente notorietà presso il grande pubblico. Dal 1996 arriva la conduzione de I fatti vostri, programma che consolida la sua immagine di presentatore vicino ai temi della quotidianità e capace di alternare informazione e intrattenimento.
Tra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila diventa uno dei conduttori più richiesti della Rai. Conduce trasmissioni di prima serata, eventi speciali e programmi popolari come Il Lotto alle Otto, Casa Raiuno, Beato tra le donne e numerose serate evento dedicate alla musica, alla solidarietà e allo spettacolo. Negli stessi anni diventa uno dei volti simbolo di eventi televisivi come Una voce per Padre Pio, Miss Italia nel Mondo, Mare Latino, Sanremo dalla A alla Z e numerose maratone benefiche legate a Telethon. Questo periodo segna il consolidamento della sua immagine di conduttore trasversale, capace di muoversi tra intrattenimento popolare e approfondimento giornalistico.
La svolta decisiva arriva però con Domenica In e soprattutto con L’Arena. Nato inizialmente come segmento interno al contenitore domenicale di Rai 1, L’Arena si trasforma rapidamente in un programma autonomo, diventando uno dei talk show più seguiti della televisione italiana. Dal 2013 al 2017 il programma occupa stabilmente la fascia domenicale pomeridiana e affronta temi politici, sociali, economici e di cronaca con uno stile acceso, caratterizzato da confronti duri, servizi d’inchiesta e una forte presenza del conduttore come moderatore e protagonista della narrazione. Durante questi anni Giletti costruisce una reputazione di giornalista-comunicatore capace di alternare toni popolari e inchieste complesse, pur suscitando frequentemente polemiche per il taglio di alcune trasmissioni e per la gestione di dibattiti molto polarizzati.
Nel 2017 avviene uno dei cambiamenti più significativi della sua carriera: dopo quasi trent’anni in Rai passa a LA7, scelta che sorprende il pubblico e gli addetti ai lavori. Qui lancia Non è l’Arena, programma che eredita nel titolo e nell’impostazione il format precedente ma con una linea editoriale più orientata all’approfondimento investigativo e politico. La trasmissione affronta temi complessi come criminalità organizzata, mafia, pandemia, politica internazionale e rapporti tra potere e informazione. In particolare, Giletti dedica ampio spazio alle inchieste su Cosa Nostra, realizzando speciali come Corleone il potere e il sangue, Fantasmi di mafia e Abbattiamoli, programmi che rafforzano la sua immagine di giornalista impegnato sul fronte antimafia. Alcune di queste attività investigative portano anche a minacce e misure di protezione, aumentando ulteriormente la dimensione pubblica del personaggio.
Il periodo a LA7 è segnato anche da numerose controversie mediatiche e da una forte esposizione pubblica. Le sue interviste e le scelte editoriali, soprattutto durante la pandemia e la guerra in Ucraina, dividono spesso pubblico e critica. Alcune puntate realizzate dall’estero, come la diretta da Mosca del 2022, generano discussioni sul ruolo dell’informazione italiana nel contesto geopolitico internazionale. La chiusura improvvisa di Non è l’Arena nel 2023 suscita ulteriore dibattito mediatico e apre una nuova fase della sua carriera.
Dopo la conclusione dell’esperienza a LA7, nel 2024 torna in Rai, segnando una sorta di ritorno alle origini professionali. Conduce programmi speciali celebrativi come La TV fa 70, dedicato alla storia della televisione italiana, e avvia nuovi progetti giornalistici. Dal settembre 2024 è alla guida del programma d’inchiesta Lo stato delle cose su Rai 3, format orientato all’approfondimento giornalistico e ai grandi casi italiani. Il programma viene successivamente interrotto nel 2026 per motivazioni economiche e di budget, generando nuove polemiche e discussioni sul ruolo del giornalismo investigativo nel servizio pubblico. Nel frattempo continua anche l’attività editoriale collaborando con quotidiani sportivi e generalisti.
La vita privata di Massimo Giletti è rimasta quasi sempre separata dalla dimensione pubblica, nonostante la costante attenzione mediatica. Non si è mai sposato e non ha figli. In diverse interviste ha raccontato di aver affrontato fin dall’infanzia una grave scoliosi che lo ha costretto a lunghe cure, busti ortopedici e ricoveri, esperienza che ha spesso descritto come fondamentale nella costruzione del proprio carattere. Ha inoltre parlato pubblicamente del forte legame con la fede cattolica e dei numerosi pellegrinaggi compiuti a Lourdes nel corso della sua vita. Parallelamente all’attività giornalistica mantiene un ruolo nella gestione del patrimonio imprenditoriale di famiglia: dopo la morte del padre nel 2020 assume infatti responsabilità nella storica azienda tessile familiare.
Nel panorama televisivo italiano Massimo Giletti rappresenta una figura difficile da collocare in un’unica categoria: conduttore popolare, giornalista investigativo, autore televisivo e uomo di spettacolo convivono nella stessa personalità pubblica. Il suo stile, spesso caratterizzato da toni diretti, forte esposizione personale e ricerca del confronto acceso, lo ha reso negli anni una delle figure più riconoscibili, discusse e influenti della televisione italiana contemporanea.

